SULL’APPENNINO DEGLI INCANTI

In questo album si va sulle orme del Guerin Meschino fin su dalla Sibilla;
Un viaggio di terra e di cuore , alla ricerca della nostra storia, sui nostri monti.
Un mondo variegato immerso in un tempo sospeso tra figure storiche e leggendarie come Annibale, il mitico serpente Regolo, Francesco d’Assisi, il brigante Cinicchia e i pastori transumanti.
Il viaggio finirà tra le nubi ma “…che diamine…un po’ di vita…!”:
“Sull’Appennino degli Incanti”.

LETTERA PER VALTER

     Ho incontrato i tuoi occhi che saltavano sulle pagine di un libro, che rincorrevano un brigante e che accarezzavano la storia. Ed è stato così, come sempre mi accade quando mi emoziono, che ho iniziato a cantare:
“la storia che vi sto per raccontare
è quella di un ometto disgraziato,
lui era noto per il suo buon cuore
nella città di Assisi era nato ecc…”
Non sto parlando di te, tu non sei nato ad Assisi, sei un nativo di Milano anche se di fatto sei un perugino; giusto? Per me comunque sei un uomo di mare, di Civitanova Marche li dove
“ ho visto i tuoi occhi …”.
Valter ci vediamo al tramonto in piazza a Spello? Io sarò li con i ragazzi delle scuole medie e con la professoressa Tina, altra simpatizzante della banda del brigante Cinicchia. Io e Tina abbiamo ideato uno spettacolino da fare in piazza sui briganti in Umbria, canti, scenette e piccole letture. A proposito sai, ho scritto due canzoni sul brigante Cinicchia, una delle due è tratta da un ottava rima di anonimo. Se vieni anche tu a Spello, sarebbe bello e un onore!
E potresti fare anche un intervento!
Ecco, sei già qui, ci beviamo qualcosa? Ti presento Tina. Pensa, lei sta preparando anche un vero spettacolo sulla vita di Nazzareno Guglielmi detto il Cinicchia, da presentare proprio nella villa dal …:
“… conte Fiumi lui era muratore
e fu così che si giocò l’onore
accusato del furto di un prosciutto
per colpa di un compagno farabutto ecc …”.
Mi dici che hai ascoltato le mie canzoni e che ti sono piaciute. Vuoi che ci facciamo uno spettacolo anche noi? A parte l’emozione di sentirtelo dire, la cosa non mi prende di sorpresa, perché io sto già lavorando da tempo a un qualcosa ambientato tra il lago Trasimeno e i monti della Sibilla passando per il Subasio…tra santi e briganti.
E’ fatta? Va bene. Però io sono ancora in alto mare; sto pensando alla storia di un viandante che va alla ricerca delle sue origini, un po’ come il Guerin Meschino. Le canzoni le ho già tutte pronte, dalla battaglia del Trasimeno fin su dalla Sibilla, però mi manca la storia da scrivergli intorno. Avrei un’idea per il nome del protagonista; un po’ per analogia e un po’ per distinzione dal Guerrino lo chiamerei Pacifico? Ti piace?

     E’ stato così che io e Valter abbiamo iniziato a vederci. Il nostro primo incontro è stato a Perugia, stazione S. Anna, con le tavole di Marco il fumettista, perché l’idea era quella di uno spettacolo di musica, recitazione e disegno in diretta.
Questo è stato l’inizio della nostra breve favola tra piccoli aperitivi, canzoni, poesie, teatro e disegni da organizzare per uno spettacolo.
Però su di noi c’era una nuvola minacciosa che io non vedevo, perché con cura o con spontanea naturalezza, ancora non so, Valter riusciva a tenermela lontana con il suo sorriso e la sua serenità.
Ora Paolo l’editore, con molto garbo e simpatia, mi chiede di scrivere questa storia. A me sembra di capire che per lui sarebbe come vivere ancora un pezzetto di presente assieme a Valter e gli ho dato l’ok. Figuratevi però come posso sentirmi ora io a scrivere con gli occhi spalancati di Valter qui davanti a me e con la sua voce mentre in scena con dolcezza e grande maestria, di fronte al mio scarso rispetto dei tempi teatrali, mi ricorda di andare avanti: “… allora Massimo?… Pacifico? … mentre rimetti al suo posto la ghironda?…”.
Ero dalle parti di Castelfidardo per riparare il mantice del mio organetto. Era quasi ora di cena e chiamo Valter, chissà che non sia anche lui in questa zona, magari dalla mamma qui a Civitanova? Stava a Perugia. Così la nostra cena di pesce da tempo progettata, ancora una volta doveva essere rinviata. Comunque io avevo fame e allora: “Valter, dammi l’indirizzo di quel ristorante di cui mi hai parlato che intanto assaggio qualche cosa …”
Era tutto buonissimo e Valter mi dice che avrebbe avuto piacere di ritornarci anche con sua mamma Vanda per farmela conoscere. Queste piccole fiammelle improvvise di sentimento semplice mi colpiscono e mi parlano più di tante colte dichiarazioni.
Caro Paolo, non ho grandi sorprese da regalarti e neanche meraviglie per stupirti, ho solo delle piccole fiammelle malinconiche, vere come candeline; candeline buone per il lutto, ma anche per la festa. Io non voglio spegnerle con le lacrime.
Da Premio! la frittura offertami dalla gentile proprietaria del ristorante orgogliosissima di farmela assaggiare. Forse pensava fossi uno dei tanti inviati, oggi così di moda, chef improvvisati e no, che vanno in giro a giudicare piatti e locali. Io ero lì, solitario con quella valigetta nera che per lei poteva nascondere chissà quale attrezzo o quaderno del mestiere. Non certo il mio organetto.
Arriva dicembre e la “prima”, e purtroppo unica con Valter, della storia di Pacifico si avvicina.
Ne viene fuori un bellissimo concerto in un bellissimo teatro, tanto che tutti d’accordo decidiamo di farlo diventare un cd.
Arriva la primavera e la nuvoletta si gonfia. Io ancora una volta non la vedo, ma tu … tu non mi hai mai consigliato di prendere l’ombrello! Vengo a trovarti all’ospedale, arrivo bagnato di pioggia e vederti mi bagna ancora di più, ma io confido sempre nella variabilità del clima mediterraneo e tu continui a scrivere sul social net work con la tua solita divertente, cosciente e lucida ironia! Il sole sembra ritornato. Arriva anche la presentazione di una nuova edizione del tuo libro sul brigante Cinicchia con le illustrazioni di Marco e le due mie fide canzoni. C’è in programma qualche concerto proprio nella zona dei monti Sibillini; ma la nuvola vola bassa e ti sbarra la strada. Ricanto “…la storia che vi sto per raccontare è quella di un ometto disgraziato …” e durante il concerto rivelo che questa ottava di anonimo di fatto me l’ha data un ricettatore dicendomi di averla trovata in qualche archivio di Stato o della Questura di Perugia. Il ricettatore si chiama: Valter! E ora posso fare anche un’altra rivelazione: Valter non è solo il ricettatore ma bensì il ricett… autore dell’ottava rima in questione! Brigante e falsario di un Valter!
Vengo a farti visita a casa di Francesca e ti trovo in un brutto lettone. Non puoi alzarti ma progettiamo ancora e mi rassereno subito, fortunatamente…forse.
Sei a Civitanova? Allora devo venire, così finalmente ce lo mangiamo questo benedetto
pesce! Sei in riabilitazione? Appena ti rimetti in piedi? Benissimo.
Ma la nuvola diventa un cumulo nembi dall’Umbria alle Marche sempre li dove …
“ho visto i tuoi occhi volare …”.
Caro Paolo è andata così e pur con tutta la buona volontà di scherzare tra un “tango ed un tanga” alla maniera di Valter, non credo di esserci riuscito completamente; lui invece anche in questo è sempre stato grande. Dialogava scherzosamente anche con la morte:
“ … ma andiamo!! Un po’ di vita che diamine!! … Signora …”
“non ti ci mando perché sono educata, ma vedi di non darmi da fare anche tu!”.
Mi capirai?
“ho visto i suoi occhi volare e tuffarsi nel mare …”
Ma andiamo: Un po’ di vita che diamine! Non siamo poi noi, proprio i complici di Valter … Sull’Appennino degli Incanti?!

IIIassimo

Dedicata a Valter Corelli

La professoressa: Tina Baglioni
Il fumettista: Marco Bargagna
L’editore: Paolo Lombardi
Francesca: la compagna

Valter Corelli e Massimo Liberatori